L'IRS si è mostrata sempre più interessata ad allineare la rendicontazione degli asset digitali agli strumenti finanziari tradizionali, suscitando l'ira del settore. Al centro di questo sforzo c'è Modulo 1099-DAche mira a fornire all'agenzia le informazioni necessarie per colmare il divario fiscale e migliorare l'applicazione delle norme nel mercato delle criptovalute in rapida crescita.
Analizziamo la storia del modulo 1099-DA, le norme e i regolamenti definitivi e l'aspetto della bozza iniziale del modulo prima del suo lancio nel 2025.
Una breve storia
L'IRS (Internal Revenue Service) ha una procedura semplice per la riscossione delle imposte sulle plusvalenze azionarie. Quando acquisti o vendi, il tuo broker calcola il costo di acquisto e gli eventuali profitti. Alla fine dell'anno, ricevi un modulo 1099 contenente le tue plusvalenze o minusvalenze; riporti tali importi sul modulo 8949 e poi riporti la somma sul modulo 1040.
Sebbene l'IRS (Internal Revenue Service) richieda a chi acquista e vende criptovalute di dichiarare le proprie plusvalenze, gli exchange e i wallet di criptovalute non sono tenuti a fornire un modulo 1099 a meno che i clienti non abbiano effettuato pagamenti lordi superiori a 20,000 dollari o più di 200 transazioni in un anno solare. E anche in questi casi, i moduli 1099 esistenti non colgono tutte le sfumature delle transazioni in criptovalute.
Questo rappresenta un problema perché l'IRS ritiene che le criptovalute svolgano un ruolo significativo nel divario fiscale annuale di 600 miliardi di dollari, ovvero nell'ammontare delle tasse non pagate dovute al governo.
Il modulo 1099-DA è il tentativo dell'IRS di includere le criptovalute nel sistema fiscale, acquisendo il costo di acquisto e altri dati direttamente alla fonte. Con dati più dettagliati sul costo di acquisto a disposizione, l'agenzia spera che i suoi agenti possano individuare più facilmente l'evasione fiscale.
Il Dipartimento del Tesoro e l'IRS hanno presentato la loro proposta iniziale nell'agosto del 2023, suscitando non poche polemiche a causa della definizione ambigua di "broker" tenuto a fornire i moduli. In particolare, se applicato agli "exchange decentralizzati" (DEX) o alla "finanza decentralizzata" (DeFi), il requisito potrebbe paralizzare ampie fasce del settore delle criptovalute negli Stati Uniti.
Regolamento definitivo 1099-DA
Nel giugno 2024, il Dipartimento del Tesoro e l'IRS hanno pubblicato le normative definitive per la segnalazione delle transazioni in criptovalute, che si sono rivelate leggermente meno restrittive rispetto alle linee guida iniziali.
Alcuni dei punti salienti includevano:
- La data di decorrenza per la rendicontazione delle vendite è rimasta il 1° gennaio 2025, ma la data di decorrenza per la rendicontazione basata sul costo sarà a partire dal 1° gennaio 2026.
- La definizione di broker è stata temporaneamente limitata alle piattaforme di trading di asset digitali con custodia negli Stati Uniti, ai fornitori di portafogli digitali ospitati, ai proprietari di chioschi per asset digitali e alle emissioni di asset digitali che offrono regolarmente la possibilità di riscattare tali asset digitali.
- La definizione di asset digitali rimane ampia, sebbene siano previste soglie de minimis e la segnalazione aggregata facoltativa per alcuni stablecoins and gettoni non fungibili (NFT).
Il problema principale continua a essere il costo di acquisto. Sebbene i broker non siano tenuti a comunicare il costo di acquisto almeno fino al 1° gennaio 2026, questi dati sono fondamentali per l'IRS (l'agenzia delle entrate statunitense) e difficili da reperire per i broker stessi. Senza questi dati, l'IRS ha difficoltà a calcolare le plusvalenze. Tuttavia, i broker non hanno un modo semplice per recuperare le informazioni quando si tratta di trasferimenti.
Il regolamento definitivo non contiene indicazioni in merito alla segnalazione tra broker per i trasferimenti di asset digitali. Pertanto, allo stato attuale del regolamento, la segnalazione basata sul costo di acquisto è limitata alle vendite di asset digitali che sono stati acquistati, detenuti fino alla vendita e poi venduti dal cliente all'interno dello stesso broker depositario.
Aggiornamenti al modulo 1099-DA
Gli ultimi aggiornamenti al modulo 1099-DA risalgono all'agosto 2024. Il mese successivo, l'agenzia ha aggiornato nuovamente il modulo con una bozza di istruzioni. La nuova bozza riflette le normative definitive per la rendicontazione dei broker depositari e le disposizioni transitorie descritte in diverse comunicazioni dell'IRS, avvicinandosi (se non addirittura identica) al modulo definitivo.

Bozza del modulo 1099-DA. Fonte: IRS
L'ultima bozza contiene diversi aggiornamenti:
- I broker non devono specificare la propria tipologia (ad esempio, fornitori di portafogli digitali, processori di pagamento di asset digitali, ecc.).
- Non è richiesta una spiegazione in forma libera se il destinatario non possiede un codice fiscale (TIN).
- I broker devono segnalare sia il codice che il nome dell'asset digitale, in modo simile alla casella 1a del modulo 1099-B.
- I broker devono spuntare la casella 8 se si basano sulle informazioni di acquisizione fornite dai clienti. Ciò potrebbe consentire una rendicontazione accurata quando i clienti trasferiscono beni sul conto e successivamente li vendono.
- I broker devono solo segnalare se hanno fornito o meno servizi di custodia per indicare se gli asset digitali debbano essere trattati come titoli.
- Il riquadro 12 richiede ai broker di indicare quando hanno trasferito un asset digitale sul conto, insieme alla data del trasferimento.
- La casella 7 richiede ai broker di indicare se il ricavato della vendita è stato in contanti, semplificando la versione precedente che richiedeva una spiegazione dettagliata per i proventi non in contanti.
- La nuova bozza non richiede più la segnalazione dell'ora della transazione in asset digitali né dell'indirizzo del portafoglio, elementi che molti broker e contribuenti avevano indicato come motivo di preoccupazione per la sicurezza.
In definitiva, il modulo 1099-DA presenta delle similitudini con le sue controparti tradizionali, in particolare con il modulo 1099-B utilizzato per le transazioni in titoli. Entrambi i moduli hanno lo scopo di segnalare plusvalenze e minusvalenze all'IRS, contribuendo a garantire una dichiarazione dei redditi accurata. Tuttavia, il modulo 1099-DA è stato specificamente adattato alle peculiarità degli asset digitali.
Preparazione alla conformità
La buona notizia per i contribuenti è che i broker si occupano della maggior parte del lavoro quando compilano il modulo 1099-DA. Il vostro unico compito è quello di prendere le cifre, inserirle nel modulo 8949 e riportare i totali nel modulo 1040.
Ma c'è un avvertimento!
Se utilizzi più portafogli e piattaforme di scambio, le informazioni sul costo di acquisto che il tuo broker riporta sul modulo 1099-DA potrebbero non essere accurate. Anche se spuntano la casella indicando di aver trasferito un asset, l'IRS potrebbe interessarsi maggiormente alla tua dichiarazione dei redditi se sospetta che tu stia cercando di nascondere il vero costo di acquisto.
In entrambi i casi, è una buona idea monitorare il proprio base di costo È importante conservare le informazioni separatamente per garantirne la correttezza e creare una documentazione completa in caso di verifica. Fortunatamente, con la piattaforma ZenLedger, tutto questo è più semplice che mai!

ZenLedger semplifica l'importazione delle transazioni in un'unica posizione centralizzata. Fonte: ZenLedger
La nostra piattaforma aggrega le transazioni provenienti dai tuoi wallet e exchange, calcola le tue plusvalenze e minusvalenze e genera i moduli fiscali che devi presentare. In questo modo, puoi confrontare i tuoi dati con quelli riportati sul modulo 1099-DA per assicurarti di non pagare né più né meno tasse del dovuto.
Puoi anche sfruttare le nostre funzionalità di compensazione delle minusvalenze fiscali per trovare modi per risparmiare. Attualmente, l'IRS ti consente di realizzare minusvalenze fiscali a condizione che tu non abbia un interesse economico nello stesso titolo nei 30 giorni precedenti o successivi alle transazioni. Questo può aiutarti a risparmiare sulle tasse annuali compensando le plusvalenze e fino a 3,000 dollari di reddito ordinario.
Conclusione
L'IRS e altri enti regolatori stanno cercando di recuperare il terreno perso rispetto al settore delle criptovalute. Il modulo 1099-DA rappresenta un passo significativo nello sforzo dell'agenzia di allineare la rendicontazione degli asset digitali a quella degli strumenti finanziari tradizionali. Tuttavia, se da un lato il modulo mira a semplificare la dichiarazione dei redditi, dall'altro introduce anche nuove sfide, in particolare per quanto riguarda la rendicontazione del costo di acquisizione.
Nei prossimi mesi, è probabile che assisteremo a ulteriori perfezionamenti del modulo 1099-DA e dei relativi requisiti di rendicontazione per le criptovalute. Rimanere proattivi e mantenere una documentazione dettagliata con strumenti come ZenLedger sarà fondamentale per gli investitori in criptovalute che si trovano ad affrontare questo nuovo scenario fiscale.
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Quanto sopra riportato ha solo scopo informativo generale e non deve essere interpretato come consulenza professionale. Si prega di richiedere una consulenza indipendente in ambito legale, finanziario, fiscale o di altro tipo, specifica per la propria situazione specifica.